La notizia di una limitazione dell'uso dei social ai minori è nell'aria da tempo. Il semplice invito (di fatto tale è attualmente non essendovi modalità di farlo valere) di non fare utilizzare i social al di sotto di una certa età non basta più. La strada sembra tracciata, ed i rumors aumentano continuamente. Ormai, sembra certo che a breve un limite effettivo vi sarà e sarà fissato a 15 anni, almeno in Italia dove in Parlamento è stato depositato un disegno di legge (atto Senato . 1136) avete come esplicito oggetto "disposizioni per la tutela dei minori nella dimensione digitale"..
Per implmentare questo limite si parla di rendere obbligatorio l'uso del documento di identità per l'iscrizione ai social. Se implementata si tratta di una rivoluzione epocale che, però, se da un lato è un indubbio passo avanti verso un web più sicuro, dall'altro va a snaturare completamente internet che era, e dovrebbe restare, un oasi di libertà garantita in taluni casi anche attraverso l'anonimato.
Che l'Italia, almeno per ora, sia democratica, può senz'altro farci stare tranquilli su questo aspetto. Ma pensiamo a un eventuale controllo di questo tipo sui social anche in Paesi in cui la democrazia è più debole che da noi o persino assente e l'unico modo per esprimere il dissenso sia farlo in totale anonimato. Se un controllo di questo tipo prendesse piede in tutto il mondo il problema a livello di democrazia e libera espressione sarebbe evidente.
Per altro internet resta in qualche misura inevitabilmente una zona franca sotto un piano tecnico e vi è anche un problema di effettiva applicabilità della norma in un mondo in cui esistono le VPN ed un minore astrattamente ben potrebbe simulare di registrarsi da un Paese diverso da qullo in cui si registra aggirando l'ostacolo.
Insomma, più ombre che luci in questa misura. che rasenta la demagogia e probabilmente, anche se adottata, non potrà risolvere nulla. Non si può demandare alle sole piattaforme un controllo che non può che competere a chi è vicino ai ragazzi nel mondo reale. Per altro non va ignorato come una simile norma si ponga in, sia pur superficiale, contrasto con un'altra norma del nostro ordinamento: perchè a 14 anni una persona è già penalmente responsabile, ma non può ancora esprimere le proprie opinioni in rete?
